Che cos’è la «matrice» e come uscirne

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Autore: Demitrios
Che cos’è la «matrice» e come uscirne

Qui non parlerò di uno strumento matematico né di un blockbuster, ma della matrice della vita e del tuo risveglio.

Nell’insegnamento di Lilith, la Matrice è uno stato di convinzione profonda e senza alternative del fatto che il mondo sia strutturato proprio così e non altrimenti.

La Matrice come labirinto di convinzioni

Immagina la tua vita come un labirinto. Le sue pareti non sono barriere fisiche, ma convinzioni. Ti dirigono esattamente là dove serve al «proprietario» o al creatore di questo labirinto. Finché cammini dentro la matrice di qualcun altro, non stai seguendo il tuo cammino, ma una strada tracciata per te da qualcun altro.

A diventare pareti di questo labirinto sono le istituzioni statali, i codici culturali e l’educazione di base.

Una prova semplice: quando ti rivolgi a Dio, pensi automaticamente a una religione precisa? Se sì, allora ti trovi dentro una matrice costruita dalle istituzioni religiose. Questo non è né «bene» né «male»; è semplicemente un fatto: la tua percezione è limitata dalla cornice di un sistema altrui e ti dice: «Dio = un preciso insegnamento spirituale».

Il mito principale: bisogna davvero «uscire» dalla Matrice?

Nell’esoterismo si tende a pensare che la Matrice sia un male assoluto da cui bisogna fuggire. Ma Lilith mette in dubbio questo dogma.

Un’«uscita» imprudente dalle convinzioni può essere traumatica. Se distruggi le vecchie pareti ma non trovi con che cosa sostituirle, non ti ritroverai in un mondo nuovo o su un nuovo cammino, ma nel vuoto. Perdendo i vecchi punti di orientamento e senza acquisirne di nuovi, una persona rischia di perdere una parte di sé.

Per questo è più corretto parlare non di uscita, ma di transizione. Non ci limitiamo a rompere le pareti: scegliamo consapevolmente una nuova architettura di vita che ci sia più utile.

Chi ha costruito il tuo labirinto?

Ciò che dovrebbe spaventarti non sono le pareti in sé, né persino il tuo cammino, ma il fatto che siano state costruite da qualcun altro per il proprio vantaggio e non nel tuo interesse.

- Se sei stata tu stessa a costruire la struttura della tua vita nell’interesse della tua famiglia e dei tuoi valori, allora questa è la tua fortezza.
- Se invece le pareti sono state erette da chi vuole indirizzare il tuo cammino verso il proprio arricchimento o il proprio controllo, allora questa è una prigione.

Il risveglio comincia là dove ti poni la domanda: «Questo cammino è nel mio interesse?»

La pratica del «Contratto»: uscire dalla matrice

Per uscire dall’influenza di una matrice altrui e risvegliarti, prova un esercizio semplice. Prendi una qualunque convinzione fondamentale e immaginala come un vecchio «contratto» che un tempo hai firmato con altre persone e poi hai dimenticato.

Esempio per fare pratica: il denaro.
Convinzione abituale: «Il denaro è un valore emesso dalla Banca Centrale; determina il mio successo». Queste sono le pareti del labirinto.
Versione del risveglio: Mi sono ricordata che un tempo abbiamo concordato di creare uno strumento comodo per scambiare beni, così da non dover portare con noi sacchi di grano. Abbiamo semplicemente delegato a delle organizzazioni il diritto di regolare questo strumento.

Ora non sono il denaro e la macchina che lo stampa a possederti; sei tu a usare uno strumento che un tempo hai inventato anche tu. Ora la questione non è se ci sia poco o molto denaro, ma se il sistema che si occupa della distribuzione di questa risorsa funzioni correttamente. La Matrice si è allargata.

Nota di Lilith: La Matrice non è un nemico. A volte è una nostra scelta consapevole per comodità o per sicurezza. L’importante è che sia una tua scelta. La soggettità comincia là dove prendi coscienza delle condizioni del contratto secondo cui vivi.