Risveglio e illuminazione: qual è la differenza
Negli insegnamenti delle guide spirituali, all’interno della stessa frase, possiamo sentire alternarsi termini come «illuminazione» e «risveglio» spirituale. Questi concetti si sostituiscono l’un l’altro, e alla seguace, e talvolta persino all’autore stesso, sembra che siano la stessa cosa.
Nel quadro dell’insegnamento di Lilith, questi concetti sono, se non opposti, comunque molto lontani l’uno dall’altro. E questo è ben lontano dal dipendere da quanto spesso mediti.
Che cos’è l’illuminazione
L’illuminazione spirituale è uno stato di accettazione grata del mondo così com’è.
La persona illuminata accetta gli eventi che la circondano come un bene non perché qualcuno li abbia prescritti come regola, ma perché possiede una profonda convinzione interiore che tutto ciò che accade nel mondo avvenga esattamente come deve avvenire. Avverte una profonda giustezza, anche se esteriormente questi eventi non appaiono come «luce».
Per questo l’illuminazione non è né la durata né la frequenza delle tue meditazioni, ma l’immersione nella beatitudine durante la meditazione a partire dalla comprensione della grandezza e della profondità del disegno divino. Questo stato non può esserti imposto dai maestri. Esso nasce da dentro di te come convinzione interiore, anche se non riesci a spiegarlo logicamente.
Il punto non è cercare di raggiungere l’illuminazione attraverso la meditazione, ma comprendere che l’hai già raggiunta e che, persino nell’immobilità e nell’inazione, ti senti in pace e stai bene.
Se parliamo in termini di tradizioni culturali, le radici del termine «illuminazione» risalgono al buddhismo, dove i seguaci dedicano anni della loro vita al raggiungimento di questo stato. Nella tradizione cristiana, anche l’illuminazione non è un concetto estraneo. Persone di questo tipo sono esistite anche lì, e all’interno della religione vengono chiamate «beate».
Il risveglio spirituale della persona
Il risveglio è un’uscita mentale oltre i confini stabiliti delle tue vecchie credenze.
Le cornici mentali originarie, o i muri, possono essere state stabilite dall’educazione, dalla cultura, dalla tradizione e da altri canoni rigidi. Un sinonimo di «risveglio» sarebbe l’espressione «uscita dalla Matrice»; puoi trovare materiale sull’uscita dalla Matrice nella Biblioteca.
La persona risvegliata ha una base logica per vedere l’inadeguatezza delle vecchie strutture che governano la sua vita o la vita della società. E il cambiamento di visione del mondo non avviene per facciata, ma come impulso alla costruzione di un nuovo cammino spirituale.
Se vedi l’imperfezione dell’ordine sociale o degli eventi, allora stai percorrendo la via di chi si è risvegliato.
Se l’illuminazione può arrivare in un solo istante come qualcosa di dato, il risveglio è davvero un lavoro minuzioso su di sé, un’esplorazione di sé e del mondo che ti circonda.
Come riconoscere in te l’illuminata o la risvegliata
Se lo diciamo in modo semplice e con esempi:
- Illuminazione. So che tutto procede come deve procedere. Sono in pace e grata per tutto ciò che accade. Sto bene sia in questo mondo e nella società, sia da sola con me stessa. Amo tutto e tutti. Ho raggiunto, o sono vicina a raggiungere, uno stato di amore incondizionato. Non cerco di cambiare questo mondo; è già bello.
- Risveglio. Vedo le trappole mentali poste davanti a me e alla società. Le riconosco e riesco ad aggirarle. Accetto le regole di vita altrui, ma posso modificarle per costruire il mio cammino. Cerco di trasmettere alle persone la mia visione di un mondo nuovo.
Qual è il posto di Lilith nell’uno e nell’altro stato
Qui la risposta è univoca: Eva è il cammino dell’Illuminazione e dell’amore incondizionato; Lilith è il Risveglio e l’uscita oltre ciò che è stabilito e «normale».
Il cammino di Lilith non riguarda meditazioni continue né un amore che abbraccia tutto. Riguarda la vita «ordinaria»: attiva, piena e spesso vissuta secondo le proprie regole.
L’indipendenza e la visione di Lilith spesso non rientrano nei quadri comunemente accettati. È lei stessa a dare forma alla «giustezza» dell’essere, e il suo lato oscuro è una sfida diretta alla società. Seguire il cammino di Lilith non significa immobilizzarsi nell’illuminazione e nella beatitudine, ma formare le proprie convinzioni e costruire la propria realtà.