Lilith e la famiglia. Un’unione tra eguali, non sottomissione
Spesso Lilith viene percepita come una distruttrice del focolare. Come se la sua indipendenza selvaggia fosse incompatibile con il ruolo di moglie e madre. Ma è davvero così? Nella mia visione, Lilith non è orgogliosa solitudine, ma interezza dentro un’unione.
Una vera famiglia non si costruisce sulla soppressione della volontà, ma sulla partnership. Lilith rifiutò di stare sotto Adamo non per orgoglio, ma perché cercava uguaglianza. Non è forse questa la base di una stirpe forte? Quando una donna non si dissolve nella vita domestica, ma conserva il proprio fuoco interiore, la casa diventa più forte. La sua “indomabilità” è un’energia viva che impedisce alla relazione di irrigidirsi.
Voglio tracciare un parallelo con le radici slave. Gli antenati onoravano la donna come Bereginya. Non era una serva; era la custode della forza della stirpe, guidata dall’intuizione. Come Mokosh, che fila i destini, la donna slava esercitava autorità nella casa senza perdere la propria volontà. Qui Lilith è una Bereginya moderna. È libera nello spirito, e questa forza protegge i suoi cari.
Lo sottolineo: questa è la mia visione personale dell’archetipo. Non nego i miti, ma li adatto alle realtà dell’amore. Lilith può essere madre e moglie, se accanto a lei c’è un partner che rispetta la sua natura. L’indipendenza non è una minaccia alla stabilità, ma il fondamento della fiducia. Una famiglia in cui a una donna è permesso essere se stessa non conosce il tradimento.
Lilith non è contro la famiglia. È contro la schiavitù nella famiglia. In questo sta il suo valore per un mondo in cui cerchiamo l’armonia tra libertà e vicinanza. Questo è il cammino di una donna che sceglie di stare accanto, non di essere obbligata.